La Slackline

L’associazione AMPLIAMENTE vi invita a provare un nuovo attrezzo che useremo come ottimo esercizio per migliorare l’equilibrio e la coordinazione motoria o come elemento ludico/sportivo che stimola la meditazione che coinvolgerà e ci farà divertire nella nostra “palestra a cielo aperto”.

Di cosa stiamo parlando? Della SLACKLINE !

Nasce negli Stati Uniti nei primi anni 80 dove si sviluppa specialmente nell’ambiente dell’arrampicata. Lo Slacklining si pratica oggi anche in Europa utilizzando una cinghia di nylon più o meno elastica, da tendere tramite paranco tra due alberi o sotegni , ad una distanza dai 5 ai 30 mt ca. con altezza da terra contenuta, da circa 40 cm. a un metro.

Il termine slackline, da cui deriva lo slacklining appunto, significa letteralmente “corda molle”, proprio a sottolineare la caratteristica principale di questo sport: camminare su  una fettuccia di poliestere tesa tra due punti sulla quale si cammina. Questa disciplina, che per certi versi assomiglia all’arte del funambolismo, vi differisce in alcuni aspetti fondamentali: innanzitutto si cammina su una fettuccia piatta e non su un cavo o su una corda, inoltre nella slackline non è previsto l’uso del bilanciere.  Il materiale di cui è fatta la fune dunque non è tendenzialmente statico, come quello della fune dell’acrobata da circo, ma subisce continue e sorprendenti oscillazioni che devono essere assorbite dall’atleta affinché non perda l’equilibrio e cada, facendo dello slacklining un esercizio di equilibrio e di bilanciamento dinamico.

La Slackline quindi può essere usata come mezzo di allenamento “propriocettivo” , cioè che permette di  migliorare il controllo del movimento del proprio corpo nello spazio. Recenti studi dimostrano che praticando la slackline si può migliorare notevolmente la propria stabilità ed equilibrio, migliorano notevolmente le capacità di reagire ai differenti stimoli da parte del corpo e migliora il proprio controllo posturale. La slackline è anche adatta per aiutare a sviluppare una maggiore forza (dovuta alla forza che il muscolo deve sviluppare per il bilanciamento dinamico), per migliorare nel salto ed è anche utilizzata nella riabilitazione a seguito degli infortuni (es. delle caviglie).

Moltissimi atleti utilizzano ormai quotidianamente la slackline come attrezzo sportivo, per migliorare la loro prestazione sportiva.

I movimenti associati a elementi coordinativi si ripercuotono anche positivamente sulle capacità cognitive. Questo è uno dei motivi principali per favorire un insegnamento integrato da movimenti e per promuovere pause in movimento. Uno studio del Politecnico federale di Zurigo ha analizzato l’influsso di un allenamento di slacklining di quattro settimane sulle capacità cognitive. Ne è risultato un miglioramento persistente dell’elaborazione cognitiva. Sono inoltre stati individuati elementi che riconducono a un incremento delle capacità di concentrazione.

Grazie alle sue molteplici possibilità, lo slacklining è apprezzato da un ampio ventaglio di amanti del movimento. Gli appassionati degli sport di azione possono usare la fettuccia come un piccolo trampolino per eseguire salti spettacolari ed evoluzioni come rotazioni, flip e grab. Chi invece preferisce i movimenti più tranquilli apprezza lo slacklining per il suo aspetto meditativo. Oscillando per esempio su un nastro teso nel bosco, è possibile staccare dal quotidiano e concentrarsi maggiormente su sé stessi.

La “fettuccia”, ce ne sono varie in commercio anche marchi Italiani, può essere più o meno larga o spessa, in alcune la stampa del logo della ditta fabbricatrice può essere stampato in materiale antiscivolo e la lunghezza, la tipologia e il livello di tensione della stessa possono variare a seconda delle necessità e delle categorie principali in cui si divide lo slacklining: Trickline, Longline, Highline. 

Trickline: È una specialità che si avvicina al “freestyle” per cui vengono eseguite diverse tipologie di andature e figure (tricks) ad alta difficoltà, sempre nello sforzo di mantenersi costantemente in equilibrio. La fettuccia, tesa mediante un cricchetto, ha uno spessore di 5 cm e copre una distanza dai 10 ai 25 metri. Le varie evoluzioni possono essere statiche (come inginocchiarsi o sedersi a gambe incrociate) o dinamiche (come saltare, svolgere avvitamenti o rimbalzare sulla fettuccia in appoggio dei glutei o col petto).

Longline: Si tratta di una specialità su lunga distanza; la particolarità sta nel percorrere la lunghezza prevista mantenendo un altissimo livello di concentrazione e un elevato controllo dell’equilibrio dinamico. Si utilizzano fettucce larghe 2,5 cm con una tensione generata da paranchi a mano o paranchi a catena; le longlines avranno tensione maggiore in relazione ad una lunghezza elevata (fino a 20 Kn, kilo newton, di tensione!). Tra i record stabiliti in questa specialità vi è quello di Jerry Miszewski che nel maggio 2012 ha percorso una distanza di 494 metri.

Highline: In questo caso è l’altezza a fare la differenza. Le prove si svolgono preferibilmente in luoghi di montagna con le highlines montate tra due rocce attaccate a due o più spit. È qui d’obbligo indossare una imbragatura simile a quella di chi svolge l’arrampicata sportiva. In questa specialità si raggiungono altezze che possono arrivare e a volte superare gli 80 metri, come è avvenuto per l’italiano Damiano Zara nella Valle de Sette Femene.

Esistono altre forme che reinterpretano lo slackline come waterline, ad esempio consiste nel tendere una slackline sopra uno specchio d’acqua e percorrerla senza corda di sicurezza, in modo che se il praticante cade, cade direttamente nell’acqua. Un’altra variante è la rodeoline in cui si ancora la fettuccia senza metterla in tensione, il che la rende molto simile alla specialità circense chiamata slackrope.

Vi aspettiamo ai nostri prossimi appuntamenti ed eventi per condividere una nuova esperienza outdoor…non solo Nordic Walking!

La Slacklineultima modifica: 2014-05-22T23:57:15+02:00da nwpisano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento